enofice - federazione italiana circoli enogastronomici
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Organo Ufficiale della
FEDERAZIONE ITALIANA CIRCOLI ENOGASTRONOMICI - F.I.C.E.
REDAZIONE e DIREZIONE - Francesco Mazzoli Via Roma, 40/2 - 30037 SCORZE' (VE) - Tel/ fax 0415840336 - Bimestrale di informazione Enogastronomica - Annno XXVIII° - REGISTRAZIONE presso il Tribunale di Venezia - n° 1229 del 28/05/1996 - Spedizione a.p. 45% Art. 2, comma 20/b, legge 662/1996 - Filiale di Venezia - AUTORIZZAZIONE poste Italiane - Fil. di Venezia - Prot. 74571 - ASPCE-LM del 2/7/1996 - Abbon. € 10,00 - Partita IVa e Cod. Fiscale: 03522480239. In caso di mancato recapito restituire al mittente che si impegna a pagare la tassa di rispedizione - sito web: www.nuovaenofice.it




CONFRATERNITA DEL FRITTO MISTO- SANTUARIO DI CREA (AL)

Si è ripetuto il successo del Fritto Misto alla Monferrina, lo scorso 21 febbraio, in occasione del convivio annuale dell’Accademia della Fricia, la confraternita che ha sede nel cuore del Monferrato, a Serralunga di Crea.
Una ventina le confraternite presenti all’evento e oltre il centinaio i partecipanti in questa giornata che ogni anno inizia nella cantina di un produttore vitivinicolo d’eccellenza del territorio monferrino-casalese e termina ai tavoli de “il ristorante di CREA”, che è sede dell’Accademia.
L’accoglienza di benvenuto quest’anno è stata organizzata presso l’azienda Castello di Uviglie in Rosignano Monferrato, dove Simone Lupano lavora molto bene da alcuni anni e proprio nell’ultima edizione delle guide ha raggiunto ragguardevoli livelli, compresi i tre bicchieri nella Vini d’Italia del Gambero Rosso.
Qui i convenuti hanno brindato all’intronizzazione del neo-accademico della Fricia Giuseppe Mortara, da tutti conosciuti con l’appellativo di “cucciolo” con il quale poche settimane fa ha portato per un mese e mezzo la sua simpatia alla trasmissione di Rai1 “I fatti tuoi”.
Il tutto mentre il quartetto dei “Calagiubella” riempiva ogni spazio con le note degli strumenti e delle loro voci da cantastorie del passato.
Poi al ristorante, scambio dei doni e menù: carne cruda, capunet, la Fricia (fritto misto) a tutto andare (quindici parti: 9 salate, 5 dolci, 2 accompagnamenti), risotto, e per finire una coda brasata da applausi.
Quest’anno l’evento è stato immortalato dalla telecamere di Italia a Tavola e commentato dal giornalista Stephan de Cerne.
“Come sempre è stata una giornata di grande piacevolezza gastronomica –commenta il Rettore dell’Accademia della Fricia, Paride Maccioni –ma quest’anno, grazie alle canzoni popolari dei Calagiubella anche una giornata di grande divertimento.
Un grazie enorme lo dobbiamo agli esponenti delle Confraternite, che come ogni anno hanno sostenuto il nostro appuntamento.
La mia gratitudine e quella degli accademici si accompagna alla riconoscenza per il loro grande aiuto che con le nostre forze cercheremo di contraccambiare.
Grazie alla Fice e al Delegato Passera che ha presenziato il nostro evento in rappresentanza della federazione”.
Alcune immagini della manifestazione.

Il Neo Accademico Giuseppe Mortara attorniato dai Confratelli del Fritto Misto.

Un gruppo di Confratelli al pranzo di Gala

il Quartetto dei "Calagiubella"







AMICI DI MERLIN COCAI "TEOFILO FOLENGO" - BASSANO DEL GRAPPA (VI)

Carissimi,
Siamo soliti occuparci solo di buone notizie, ma il destino è inesorabile e quando meno ce lo aspettiamo arriva la fase della sofferenza.
Con infinita tristezza vi comunico che il nostro Giorgio Mattiello, aggredito dal male appena un anno fa, questa notte è passato ad altri orizzonti, quelli che nessuno di noi conosce.
Perdiamo un Amico a cui la A maiuscola sta proprio a pennello: appassionato, immancabile, attento, generoso, umile e discreto.
Di tutto ciò gli dobbiamo gratitudine, poiché queste virtù sono diventate patrimonio per tutta l'associazione.
Giorgio non ha mai mancato un appuntamento sinché le gambe l'hanno retto.
Invio una foto che lo ricorda a tavola con noi, alla presentazione dell'ultima rassegna nel chiostro della Santa Croce di Campese, mentre riceve il distintivo d'oro di socio senior.
Otello Fabris






FEDERAZIONE ITALIANA CIRCOLI ENOGASTRONOMICI - VERONA

Il Confratello Tommaso Sussarello ci invia:
Vino e vitigni antichi.
Convegno internazionale di Adele Illotto
BITTI (NU) - Il 15 dicembre 2007 si è tenuto un interessante convegno internazionale dal titolo "Vino e Vitigni Antichi".
Durante il convegno coordinato da Gianni Lovicu dell'AGRIS Cagliari, i relatori Attilio Scienza e Osvaldo Failla dell'Università di Milano, Massimo Labra dell'Università di Milano Bicocca, David Maghradze dell'Università di Tbilisi della Georgia, Rafael Ocete Rubio dell'Università di Siviglia, Mario Sanges della Sopraintendenza archeologica di Nuoro, si è riferito sui recenti studi delle antiche origini della vite e del vino.

E' emerso che la Sardegna è da ritenersi uno dei centri di domesticazione secondaria della vite selvatica (Vitis Vinifera spp.silvestris).
Infatti, i gruppi di lavoro delle due Università Milanesi e dell'AGRIS, dopo aver censito e campionato, in diverse località sarde, numerosi individui di vite selvatica, raggruppati in popolazioni di oltre 15 - 20 esemplari, hanno evidenziato un rapporto di parentela genetica tra questi individui e alcuni vitigni sardi.

Attraverso indagini ampelografiche e l'analisi del DNA, i due gruppi di lavoro hanno creato una banca dati, contenente i profili genetici di vari vitigni sardi, che permette di confrontare i diversi vitigni facendo luce su omonimie, sinonimie, ed errate attribuzioni. Gianni Lovicu ha illustrato la ricostruzione storica della presenza in Sardegna del vitigno cannonau che, anche se affine geneticamente al garnacha spagnolo e al grenache francese compare nella storia due secoli prima.

In passato, per una serie di citazioni sbagliate, si attribuiva al cannonau un'origine spagnola, ma le recenti ricerche documentali hanno portato al ritrovamento, a Cagliari, di un atto notarile del 1549, dove è citato il vino Cannonau, mentre la prima citazione, come vino rosso, del Garnacha, si trova in un dizionario spagnolo del 1734.
Da ciò s'ipotizza che il Cannonau sia stato esportato dalla Sardegna in Spagna e non viceversa.

Sono molti i vitigni sardi il cui DNA è molto simile a quello dei vinaccioli carbonizzati ritrovati nel grande complesso del nuraghe Arrubiu di Orroli (NU) dall'archeologo Mario Sanges.

Fino a qualche anno fa, diversi studiosi ritenevano che l'arrivo della vite e del vino in Sardegna risalisse al periodo iniziale della colonizzazione fenicia (IX-VIII sec. a.C.), ma le recenti campagne di scavo coordinate dal dottor Sanges, in cui si sono utilizzati i più moderni sistemi di indagine archeologica e minuziose analisi scientifiche, hanno consentito di datare la presenza della vite e del vino in Sardegna alla fine dell'Età del Bronzo Medio (XV sec. a.C.).

Nell'ambito del convegno hanno suscitato molto interesse anche le relazioni dei professori David Maghradze e Rafael Ocete Rubio, rispettivamente sulla particolarissima viticoltura ed enologia della Georgia, centro di domesticazione primaria della vite selvatica, e sulla domesticazione della vite e sui vitigni autoctoni dell'Andalusia, ritenuta come la Sardegna un centro di domesticazione secondaria.





ASSOCIAZIONE "LA BACCHEIDE" - MILANO

Svelato il DNA del vitigno simbolo dell’Amarone “La Cina sta facendo incetta di genomi in giro per il mondo.
L’obiettivo è chiaro: decodificare il genoma di un organismo significa comprenderne i segreti più profondi, porre le basi per la ricerca applicata, acquisire un vantaggio tecnologico e conoscitivo formidabile”.
L’allarme sullo ‘shopping scientifico’ cinese arriva dall’Università di Verona, che ha presentato oggi, in anteprima mondiale, il genoma sequenziato del primo vitigno autoctono: la Corvina, bacca tipica per la produzione di Amarone.
Secondo i due ricercatori del Centro di Genomica Funzionale dell’Università di Verona, Massimo Delledonne e Mario Pezzotti: “Il pericolo è reale e andrà a incidere significativamente nei prossimi anni sul nostro export agroalimentare.
È necessario – hanno proseguito i ricercatori - incrementare l’attività di ricerca presso i nostri centri di eccellenza e successivamente trovare le formule idonee per proteggere il DNA delle nostre tipicità.
Qui a Verona 3 anni fa abbiamo contribuito per primi a sequenziare il genoma del Pinot nero, oggi decifriamo per la prima volta un vitigno autoctono – quello della Corvina - che presenta tratti di unicità sorprendente.
È necessario che questo patrimonio rimanga in casa nostra”. Il Beijing Genomic Institute, principale centro cinese di ricerca che conta oggi 500 ricercatori, ha da poco annunciato di voler sequenziare 1000 genomi (500 animali e 500 vegetali) nei prossimi due anni grazie ad un finanziamento da 100 milioni di dollari.
Ora l’Istituto, che ha acquistato 130 sequenziatori di ultima generazione, sta contattando ricercatori di tutto il mondo per stabilire collaborazioni e decidere cosa sequenziare.
Dopo aver sequenziato il DNA del riso nel 2002, del melone a fine 2009 e quello del Panda poche settimane fa, il Beijing Genomic Institute sta ora lavorando alla sequenziamento del genoma dell’Orso polare e del Pinguino.
Per l’Università di Verona, il business sull’agroalimentare è enorme, e una volta in possesso delle ‘chiavi’ della vita delle nostre produzioni, individuato il microclima ideale e adottato le nostre tecniche di produzione, il passo verso la concorrenza diretta fatta con gli stessi prodotti del made in Italy è breve.
Per questo Orvit, Società per la valorizzazione dei vini veronesi (F.lli Bolla, Gruppo Italiano Vini, Masi, Pasqua e Sartori), ha commissionato la ricerca sviluppata presso il Centro di Genomica Funzionale che è stato costituito grazie al sostegno della Fondazione Cariverona per lo sviluppo della ricerca di base InterCOM.
Gianni Staccotti





FEDERAZIONE ITALIANA CIRCOLI ENOGASTRONOMICI - VERONA

Domenica 21 febbraio 2010, presso l’Holiday Inn di Vicenza si è svolta l’Assemblea Ordinaria dei Soci FICE.
Erano rappresentate le seguenti Confraternite:
Confraternita della Nocciola “Tonda Gentile” di Langa di Cortemilia (CN), Pegaso Confraternita del Salame Varzi di Ponte Nizza (PV), Accademia della Castagna Bianca di Mondovì “Studium Monregalensis Castanae” di Mondovì (CN), Accademia della Costina di Coarezza Fraz. di Somma Lombardo (VA), Confraternita del Gorgonzola di Cameri (NO), Confraternita del Salam e del Fidighin D’la Duja di Sillavengo (NO), Nobile Accademia del Prezzemolo di Milano, Confraternita del Riso, Vino e Gorgonzola di Novara, Associazione “la Baccheide” di Milano, Sovrano e Nobilissimo Ordine dello Antico Recioto di Sant’Ambrogio di Valpolicella (VR), Circolo Enologico Leoniceno “Colli Berici” di Lonigo (VI), Ordine dei Cavalieri del Grappolo d’Oro Feudo di Imperia, Confraternita Enogastronomica Veronese del Boncuciar di Verona, Confraternita Nord Ovest Sardegna di Sassari, Accademia dell’Olio Extravergine d’Oliva del Veneto di Mezzane di Sotto (VR), Confraternita Enogastronomica Cangrande di Verona, Confraternita Enogastronomica Feltrino e delle Dolomiti “La Caminaza” di Feltre (BL), Congrega dei Radici e Fasioi di Susegana (TV), Confraternita del Raboso Piave di Vazzola (TV), ADID assaggiatori grappa e distillati di Brescia, Confraternita dello Spiedo Tradizionale Bresciano di Gussago (BS), Confraternita del Vermentino di Berchidda (OT), Confraternita del Moscato di Sorso e Sennori (SS), Circolo Petronio di Terracina (LT), Confraternita del Moscato di Gallura (OT), G.E.T. Gruppo Enogastronomico Triestino di Trieste, Tavola Veneta “Associazione Culturale Regionale” di Bigolino di Valdobbiadene (TV), Confraternita del Nebiolo di Luras (OT), Confraternita della Zucca “Teofilo Folengo” di Reggiolo (RE),Confraternita del Sambajon e dij Noaset di Chiasso (TO), Ordine dei Cavalieri del Grappolo d’Oro Feudo di Savona, Sovrano Ordine dei Cavalieri della Grappa e del Tomino di Chiaverano (TO), Consiglio Grande della Credenza Vinicola di Caluso (TO), Accademia Artesiana di Forlimpopoli (FC) e Circolo Enogastronomico Lombardo “La Franciacorta” di Rovato (BS), Club "12 Apostoli dell'Enogastronomia" di Scorzè (VE).
Come tradizione i rappresentanti delle Confraternite hanno trovato al loro arrivo la consueta colazione offerta dalla Federazione.
I lavori assembleari sono inziati con puntualità e gli ordini del giorno sono stati via via esaminati e votati, tutti all’unanimità, senza incontrare alcun rilievo o contestazione.
Al termine sono stati presentati i nuovi collari per la dirigenza FICE. Questi collari verranno portati dai Consiglieri, dai Componenti i Collegi, dal Presidente della Commissione Tecnica dal Responsabile Legale e, da tutti i dirigenti FICE che per vari motivi si sono posti in quiescenza.
E’ stato anche rinnovato l’invito alla Confraternite di presentare con largo anticipo il calendario delle proprie manifestazioni in modo di ridurre al minimo il disagio della sovrapposizione delle date.
Sono stati ricordati poi tre momenti importanti per i Confratelli di tutta Italia e precisamente:
il Raduno che si terrà a Martina Franca (TA) il 27,28 e 29 maggio 2010, il XXIX° Raduno Nazionale FICE organizzato dalla Confraternita Enogastronomica Nord Ovest Sardegna che si terrà in Sardegna nei giorni 1,2 e 3 ottobre 2010 e l’ 8° Congresso Europeo della CEUCO che si terra in Francia a Bordeaux nei giorni 6,7 e 8 novembre 2010.
Al termine il Convivio momento di ristoro e di ritrovo per consolidare l’amicizia.
Alcune foto della giornata assembleare:

Il tavolo della Presidenza

Partecipanti all'Assemblea




La rappresntante della Caminaza di Feltre con Francesco Mazzoli

L'intervento del Consigliere Gianni Staccotti.

Da Sx: Il Presidente Fice Mario Santagiuliana consegna i nuovi collari al Confratello Umberto De Giorgio, gia Consigliere FICE e al Cofratello Tito Cuccaro, Presdiente della Commissione Tecnica Federale.




 
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